12 Luglio 2019  09:57

Pirateria: danni per oltre 1mld all’audiovisivo

Eliana Corti
Pirateria: danni per oltre 1mld all’audiovisivo

©pixabay

Diminuisce, ma non abbastanza, il fenomeno. E la metà dei pirati si sente “intoccabile”. I dati Ipsos per Fapav

Quella della pirateria è un’abitudine ancora radicata tra gli italiani e che interessa il 38% degli maggiori di 15 anni. Il dato è stato evidenziato dall’Indagine 2018 sulla pirateria audiovisiva in Italia, una ricerca frutto di tre anni di studi condotti da Ipsos per Fapav. «Considerando che la principale forma di pirateria è oramai quella digitale (che coinvolge il 33% della popolazione adulta, ndr.), che ha luogo in varie modalità sul web, e se calcoliamo solo gli user abituali di internet, l’incidenza della pirateria tra gli adulti sale al 60%». L’impatto combinato della pirateria di film e serie si stima in 109mln di fruizioni perse nel 2018 (-1% vs 2017, -15% vs 2016), per un danno finanziario all’industria audiovisiva pari a 600mln di euro (-3% vs 2017, -13% vs 2016). La stima di del fatturato perso da tutti i settori economici italiani a causa della pirateria audiovisiva è invece pari a 1,08mld di euro (1,05 nel 2017, 1,2 nel 2016), per 203mln di mancati introiti fiscali stimati e mettendo a rischio 5.900 posti di lavoro. Anche se l’83% degli adulti è a conoscenza del fatto che la pirateria è un reato, il 51% ritiene «improbabile di essere scoperto e sanzionato».

 

NUMERI IN CALO, MA NON ABBASTANZA. Negli anni, però, gli «atti di pirateria» (578mln) risultano in parte in calo: -8% nell’ultimo anno e -14% rispetto al 2016, grazie alle attività di «enforcement e sensibilizzazione del consumatore» e della crescita dell’offerta legale.Con la diminuzione degli atti illeciti di pirateria su film e serie, si riduce la stima del danno causato in termini di fruizioni perse (-3%) e come impatto finanziario sull’industria audiovisiva (-4%, circa 20mln). In leggera crescita, invece, il danno derivante dalla pirateria di serie con un +6% in termini di fruizioni perse, ma un -0,6% in termini di fatturato.

 

SPORT SEMPRE PIÙ PIRATATO. «Il numero di pirati adulti appare piuttosto stabile negli ultimi anni: è la frequenza degli atti illeciti complessivi che continua a diminuire». I film si confermano il contenuto più piratato, riguarda l’87% dei “pirati” (33% della popolazione italiana adulta) e oltre la metà degli atti di piraterial. Eppure, gli atti illeciti sono in flessione: -7% rispetto al 2017, -16% rispetto al 2016. Stabile l’incidenza della pirateria di serie e di programmi, rispettivamente al 21% e al 20%. Gli atti illeciti riguardanti le serie si attestano a circa 136mln (-4% rispetto al 2017, -14% rispetto al 2016), quelle dei programmi intorno ai 130mln (-15% vs 2017 quando il dato era in crescita, -6% rispetto al 2016). Tra le modalità di accesso ai contenuti pirata, l’IpTv risulta il fenomeno di maggiore rilievo, coinvolgendo oltre 5mln di individui. Cresce inoltre la pirateria di eventi sportivi live: co un’incidenza pari al 9% (7% nel 2017) e in termini di atti (oltre 22mln). Il calcio è lo sport più piratato, seguito da Formula 1 e MotoGp.

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